La Celletta si rivela: un'eclissi di luce per la Celletta di San Lorenzo ad Arcidosso

Il 12 agosto una serata di beneficenza e raccolta firme FAI presso "Il Nido delle Fate". Un'occasione per festeggiare insieme un evento astrologico di straordinaria potenza: la parziale eclissi di sole.

ARCIDOSSO (GR) – Unire la magia del cielo stellato alla solidarietà e alla tutela del patrimonio storico locale. Questo è l'obiettivo dell'evento "La Celletta si rivela – Un'Eclissi di Luce per la Celletta di San Lorenzo", che si terrà il prossimo 12 agosto a partire dalle ore 19:30 presso lo spazio "Il Nido delle Fate" ad Arcidosso.

La serata di quest'anno si arricchisce di un fascino unico: i partecipanti si ritroveranno infatti per festeggiare insieme un fenomeno celeste straordinario, la parziale eclissi di sole. Un evento astrologico di eccezionale potenza ed energia, perfetto per fare da cornice alla rinascita e alla "rivelazione" della storica Celletta.

L'iniziativa nasce con un duplice e importante scopo: raccogliere fondi per i necessari lavori di restauro del monumento e promuovere la sua candidatura ufficiale al censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI (Fondo Ambiente Italiano), per proteggerlo e tramandarlo al futuro.


La cittadinanza, i visitatori e tutti gli appassionati di astrologia e dei misteri del cielo sono invitati a partecipare numerosi per vivere insieme questo momento straordinario e dare un contributo concreto al territorio.

La Celletta si rivela Relatore: Don Virgil Farcas Gherghina, Parroco della chiesa di San Nicolò ad Arcidosso 

Occasione: Incontro pubblico per il restauro e la candidatura ai Luoghi del Cuore FAI 

Data e Luogo: Sabato 18 luglio 2026, ore 17.00, presso la Sala Consiliare di Arcidosso, Piazza Indipendenza 30 

Signor Sindaco Iacopo Marini, stimati rappresentanti della Soprintendenza e del FAI, Architetto Turchi, gentile moderatrice Eleonora Crescenzi, cari cittadini e fedeli di Arcidosso, siamo riuniti oggi per un'occasione provvidenziale. Il titolo del nostro incontro, "La Celletta si rivela", non riguarda soltanto il progetto di restauro della nostra storica Celletta benedettina del XII secolo. Ciò che deve rivelarsi ai nostri occhi e ai nostri cuori è il legame profondo, identitario e spirituale che ci unisce alla terra che abitiamo e alle pietre che hanno accolto le preghiere dei nostri padri. Come Parroco di San Nicolò, sento ogni giorno la responsabilità e il privilegio di essere custode non solo delle anime, ma anche di questa geografia sacra che ci definisce. Nel territorio del comune di Arcidosso affidato alla mia cura pastorale sorgono ben tredici chiese e luoghi di culto. Tredici altari, tredici campanili, tredici cuori di pietra e malta che disegnano una vera mappa spirituale della nostra montagna. Fino a non molti decenni fa questi luoghi non erano semplici edifici o punti su una carta: erano il centro pulsante delle nostre frazioni, e delle nostre campagne. Qui la gente battezzava i figli, si sposava, salutava i propri cari nell'ultimo commiato. Qui si scandiva il ritmo della vita umana e agricola: le preghiere per il raccolto, le feste patronali, i momenti di vera aggregazione comunitaria. Le nostre nonne pulivano i pavimenti, i nostri nonni riparavano i tetti, le famiglie donavano fiori e risorse. Nessuno delegava a enti esterni: la cura di queste chiese era responsabilità sentita e condivisa, espressione di un amore viscerale per la propria storia e per le proprie tradizioni. Si custodiva la casa di Dio perché si sapeva che quella era, prima di tutto, la casa dell'intera comunità. Oggi, guardando la nostra Celletta benedettina, la troviamo in condizioni di precarietà, sorretta da puntelli provvisori. Quei sostegni diventano l'immagine eloquente della nostra condizione attuale, spirituale e sociale. Molti dei nostri luoghi sacri scivolano verso l'abbandono. Il mutamento demografico ha svuotato campagne e borghi, il ritmo frenetico della vita moderna ci ha resi più isolati. Ma non possiamo nasconderci dietro la sola sociologia. Dietro lo spopolamento c'è una ferita più profonda: una scristianizzazione silenziosa, una mancanza di fede che trasforma la devozione in indifferenza. Quando si perde la fede, si perde il senso del sacro. E quando si perde il senso del sacro, un affresco o un altare smettono di essere tabernacolo di comunità e diventano solo "vecchi edifici" di cui dimenticarsi. Il degrado dei mattoni inizia sempre dal degrado della memoria e dell'anima. Proprio per questo l'incontro di oggi rappresenta un raggio di speranza. Promuovendo la candidatura della Celletta alla XIII edizione del censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI, e puntando a salvare il prezioso affresco della Lactatio Bernardi nella chiesa di San Lorenzo del 1200, non compiamo soltanto un'operazione culturale o artistica. Compiamo un atto di resistenza contro l'indifferenza e una chiamata al risveglio interiore. Ringrazio di cuore i vari sostenitori che hanno già risposto, tra cui ultimamente: i titolari del punto vendita Conad di Arcidosso e la Coop Unione Amiatina, che attraverso l'Art Bonus hanno sostenuto la raccolta fondi. La loro sensibilità dimostra che nel nostro tessuto imprenditoriale e comunitario la solidarietà è ancora viva. Ma l'appello che rivolgo oggi va oltre i 120.000 euro necessari per avviare il cantiere. Vi chiedo di restaurare, insieme alla Celletta, il nostro attaccamento a tutti e tredici i luoghi di culto del territorio. Non siamo turisti indifferenti nella nostra stessa terra. Votiamo in massa per la Celletta di San Lorenzo nel censimento nazionale del 2026. Sosteniamo concretamente l'Associazione "Noi e la Celletta di San Lorenzo ODV". Partecipiamo attivamente. Facciamo sì che la rimozione dei puntelli provvisori dalla Celletta diventi il simbolo della rimozione dell'indifferenza dai nostri cuori. Torniamo a popolare, a curare e ad amare le nostre chiese. Restaurare la Celletta significa affermare che crediamo ancora nella bellezza, nella comunità e nella nostra fede. Rimettiamo Dio al centro delle nostre vite, e le nostre chiese torneranno a riempirsi della vita, della cura e dell'amore della nostra gente. Solo così la storia, le tradizioni e la fede di Arcidosso non diventeranno rovine del passato, ma fondamenta solide per il nostro futuro comune. Vi ringrazio di cuore per la vostra presenza e invoco su tutti voi, sulle vostre famiglie e sul nostro progetto la benedizione del Signore.

Un Futuro per la Celletta: L'Associazione lancia "Amiata Sacra", il Comune stanzia 5.000€ e parte il restauro della "Madonna con Bambino"

Si è conclusa con grande successo la tavola rotonda tenutasi lo scorso 18 luglio nella Sala Consiliare del Comune di Arcidosso, un incontro che ha segnato una svolta concreta per il recupero della Celletta di San Lorenzo e per la valorizzazione dell'intero territorio amiatino.
Organizzato dall'Associazione Noi e la Celletta di San Lorenzo, l'evento ha visto la partecipazione di istituzioni, esperti e cittadini, uniti da un obiettivo comune: trasformare un monumento a rischio in un motore di sviluppo culturale ed economico.
L'excursus dell'Architetta Patrizia Pisino è stato interessante e coinvolgente. partendo dalle origini della Celletta collocandola nella storia dell'Amiata, passando per l'architettura ed esponendo sugli affreschi dei Santi , nonché sull'importanza del recupero di un bene di così grande valore per la comunità tutta , lancia l'idea per un progetto condiviso dal titolo :
"Amiata Sacra: Il Cammino delle Pievi e delle Radici"
L'iniziativa, nata dalla visione dell'Associazione e arricchita dai suggerimenti di Maria Pia Vecchi (Capo Delegazione FAI di Grosseto), mira a creare un itinerario culturale integrato che colleghi le chiese rurali di Arcidosso, con prospettive di estensione a Seggiano, Castel del Piano e Santa Fiora.
I punti chiave del progetto sono:
Turismo Lento: Trasformare gli edifici religiosi in nodi di una rete per trekking, cicloturismo e turismo a cavallo.
Indotto Economico: Stimolare l'economia locale (ristorazione, accoglienza diffusa, artigianato) favorendo la permanenza di visitatori alla ricerca di autenticità.
Sinergia Enogastronomica: Integrare arte e prodotti tipici del Monte Amiata (castagne, funghi, vino, olio) per una destinazione competitiva e sostenibile.
Inoltre il Presidente dell'Associazione ha riservato due annunci fondamentali per l'immediato futuro:
1. Il Restauro della Tavola "Madonna con Bambino". È stato confermato che la preziosa tavola lignea, oggetto di un recente sopralluogo congiunto con Soprintendenza e Arcidiocesi, sarà presto restaurata grazie alla generosa disponibilità di Mauro Lamioni, restauratore senese che ha offerto la sua opera a titolo completamente gratuito. Questo permetterà di destinare le risorse raccolte ai materiali e alle opere strutturali urgenti.
2. La Pubblicazione del Libro delle Memorie. A breve sarà presentato il volume che raccoglie tutte le memorie e le testimonianze degli abitanti di San Lorenzo, un'opera voluta dall'Associazione per custodire l'anima immateriale del borgo e accompagnare la riscoperta fisica del sito con quella della memoria collettiva.
Le istituzioni hanno accolto con grande favore la proposta dell'Associazione:
Il Sindaco Jacopo Marini ha espresso vivo apprezzamento per la serietà e la solerzia dell'Associazione nel sensibilizzare la cittadinanza. Nel suo intervento, ha ricordato come il territorio di Arcidosso sia già un contesto spirituale unico, citando la presenza del Centro Buddista del Merigar e la memoria di David Lazzaretti sul Monte Labbro. Il Primo Cittadino ha sottolineato come il progetto dell'Associazione vada ad aggiungere un tassello fondamentale – quello delle radici benedettine – a questo mosaico già ricco, creando un'offerta culturale completa e armoniosa. Il Sindaco ha annunciato ufficialmente lo stanziamento di 5.000,00 euro da parte del Comune di Arcidosso per il restauro della Celletta, confermando inoltre la piena qualificazione della ditta di Marcello Rossi per l'esecuzione degli interventi strutturali.
Don Virgil Fargas, Parroco di Arcidosso, ha ribadito il valore affettivo e spirituale di questi luoghi come custodi dei sacramenti e della vita della comunità.
La serata ha offerto spunti di profonda riflessione culturale:
Il Dr. Edoardo Maggi, Funzionario della Soprintendenza, ha evidenziato l'unicità dell'affresco della Lactatio Bernardi nella Celletta: una rappresentazione rara della Madonna con seno scoperto davanti a San Bernardo adulto, a conferma che i centri minori custodiscono tesori di valore inestimabile.
Maria Pia Vecchi, Capo Delegazione FAI di Grosseto, ha sottolineato la capacità dell'Associazione di mobilitare i cittadini per la candidatura ai "Luoghi del Cuore", dimostrando come anche le piccole realtà possano attrarre la conoscenza di questi luoghi dove viene conservato il valore autentico e distintivo della cultura artistica e le attenzioni nazionali grazie alla partecipazione popolare.
A chiudere i lavori, l'Architetto Cristiana Turchi per l'Arcidiocesi di Siena ha delineato la necessità improrogabile di avviare il Primo Lotto dei lavori: il rifacimento del tetto. Questo intervento, sebbene il più oneroso, è fondamentale per la messa in sicurezza strutturale dell'edificio e per proteggere gli affreschi e i beni custoditi dalle intemperie
La tavola rotonda è stata moderata con garbo da Eleonora Crescenzi, che ha introdotto i lavori rievocando i propri ricordi d'infanzia legati alla Celletta, la serata è scivolata via tra competenza ed empatia. La semplicità espositiva dei relatori ha reso comprensibili a tutti temi complessi, lasciando i partecipanti arricchiti e fiduciosi: il recupero della Celletta non è solo restauro di pietre, ma la riattivazione di un sistema vitale che collega storia, paesaggio e comunità. La serata ha lasciato i partecipanti fiduciosi: il recupero della Celletta, guidato dalla visione dell'Associazione e sostenuto dalle istituzioni, rappresenta la riattivazione di un sistema vitale che collega storia, paesaggio e comunità.

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